Summer in Forni di Sopra

Video

Watch the Video of a Summer in Forni di Sopra (click here). You might just get inspired and decide to come and spend a few days on the lesser known wild and beautiful Friulian Dolomites

Take a dip into wildlife, come to Forni di Sopra

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Paolo, la guida che si paga con oggetti e cibo biologico

La scelta di Pellarini: una vita più sana fra la natura e non più schiava del denaro. «Chi partecipa stabilisce il valore dell’escursione e poi via allo “scambio merci”»

FORNI DI SOPRA. «S-cambia Carnia, lasciamo a casa i soldi». Quest’estate a Forni di Sopra sarà possibile prendere parte a gite guidate pagandole con uno “scambio merci”. A proporle Paolo Pellarini, 43enne guida naturalistica udinese che una decina d’anni fa da Udine ha deciso di andare a vivere fra le montagne fornesi. Una scommessa iniziata sabato scorso con un’escursione nel Parco naturale delle Dolomiti friulane e che proseguirà sabato 27 luglio, il 10, il 24 e 31 agosto. per la durata di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30.

Pellarini, laureato a Trieste in Scienze naturali, in gioventù ha lavorato in un ufficio di informatica a Udine, sino a quando ha conosciuto la compagna della sua vita, Cristina, una bionda tedesca con l’amore per la natura.

Da questo incontro la “scossa” che lo ha portato a recarsi a Forni di Sopra per attivarsi nel campo per il quale aveva studiato, fare cioè la guida naturalistica e l’istruttore di mountain bike, unendo la passione per le passeggiate e la natura con un impegno che potesse dare le giuste risposte economiche per la nuova famiglia allietata nel frattempo dall’arrivo di due pargoli.

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Quest’anno Pellarini ha deciso di proporre uno scambio di ore, di lavoro, di merci, quale corrispettivo del suo operato. Così, come un tempo nelle zone più agresti ci si recava per un consulto dal medico, dal notaio o dal geometra con una gallina, due uova o un coniglio, ora si può conoscere l’ambiente montano “pagando” con altre merci, rifuggendo il denaro.

«Quanto vale – si è interrogato Paolo – una passeggiata per conoscere le erbe buone o velenose, le impronte degli animali o la storia di una valle? Quanto vale una marmellata, un vino o una conserva fatta in casa? Questa estate a Forni di Sopra ci saranno cinque escursioni pagabili esclusivamente con il baratto: chi partecipa stabilisce il valore di un’escursione. Vanno bene tutti gli oggetti utili, ma soprattutto beni alimentari fatti in casa, biologici o naturali, conservabili e soprattutto buoni».

Per Pellarini per dare un valore alle diverse esperienze non si deve necessariamente monetizzarle: «Una semplice marmellata, come altri prodotti, fatta con cura, con prodotti genuini, raccolti nei campi o coltivati direttamente, spendendo il proprio tempo, ha un valore diverso da quel prodotto simile che si acquista al supermercato. Bisogna dare più senso alla qualità, riducendo la necessità del denaro che tende a conformare tutto».

Una scelta di vita, la sua, una filosofia praticata anche nella costruzione della propria casa clima, secondo un progetto di autosufficienza energetica e alimentare che contempla sia il prato sia l’orto per non dipendere dal soldo ed essere più liberi.

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Articolo di Gino Grillo pubblicato sul Messaggero Veneto

See on Scoop.it – Dolomiti in Vacanza – Dolomites on holiday

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In July and August 2013, only in Forni di Sopra, Dolomites, Italy!

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Friuli: le birre sanno di bosco

See on Scoop.itDolomiti in Vacanza – Dolomites on holiday

Pino silvestre, abete bianco, resina di pino mugo, da boschi virtuosi. Prodotte dal birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra ecco le birre al gusto di essenze forestali

Nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane in provincia di Udine è possibile sperimentare un viaggio nei sapori del tutto originale, specie se si è amanti della birra. Merito del Birrificio Artigianale Foglie d’Erba, il cui nome è già un programma. 

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L’INGREDIENTE Dev’essere stato il profumo dei boschi delle Dolomiti del Friuli ed il loro fascino incontaminato ad ispirare la nascita del Birrificio Artigianale Foglie d’Erba. Proprio nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, a Forni di Sopra, in provincia di Udine, il produttore Gino Perissutti ha dato vita una birra davvero speciale che trae dagli aromi della montagna tutto il suo gusto e la sua unicità. In questo microbirrificio, infatti, aghi di pino silvestre e abete bianco e resine di pino e di mugo si trasformano in ingredienti di eccellenza, per dare vita ad una bevanda che sprigiona aromi di montagna ad ogni sorso. Grazie a queste preziose essenze, questa piccola azienda artigianale produce diverse tipologie di birra che hanno il denominatore comune di identificare questo splendido territorio attraverso i profumi della sua rigogliosa vegetazione. Foglie d’Erba produce ben tre tipi di birre aromatizzate ad alta fermentazione, ognuna con le le sue caratteristiche peculiari. La Haraban è un’ottima birra chiara di montagna stile Pale Ale, di gradazione alcolica 4,8%, la Ulysses è, invece, un’ambrata stile Herb Ale, di gradazione alcolica 5,5%, mentre la Hopfelia è una birra scura stile Herb Old Ale, di gradazione alcolica 7,5%. Sono tutte aromatizzate con gemme di pino mugo ed aghi di pino silvestre e subiscono due diversi stadi di fermentazione con il metodo Champenoise e Kraeusening.

LA RICETTA Per ottenere una birra dai tipici profumi di montagna, il mosto deve essere sottoposto ad un rigoroso processo di aromatizzazione con le essenze forestali. Innanzitutto gli aghi di pino silvestre vengono separati dal loro rametto ed aggiunti al termine della bollitura del mosto. Per quanto riguarda le gemme di pino mugo, invece, il procedimento è più complesso e consiste nell’estrazione della resina mediante un apposito contenitore ermetico. Le gemme vengono, infatti, esposte al sole o ad altra fonte di calore all’interno di questo recipiente, ricoperte di zucchero il quale, sciogliendosi, estrae la resina portandola sul fondo del contenitore. Si procede, quindi, alla separazione e al filtraggio della resina e all’inoculazione nel mosto in bollitura.

IL SEGRETO Ciò che rende unico l’aroma di queste birre è l’utilizzo di essenze forestali certificate. Ognuna di esse proviene, infatti, da boschi certificati Pefc (Program for Endorsement of Forest Certification schemes, ossia il Programma di Valutazione degli schemi di Certificazione Forestale), l’organizzazione mondiale che promuove la gestione forestale. L’utilizzo della materia prima boschiva locale ha permesso al Birrificio Artigianale Foglie d’Erba di ottenere, a sua volta, il riconoscimento da parte del Pefc e di produrre, quindi, delle vere e proprie birre certificate.

IL TERRITORIO Nel cuore delle Dolomiti Friulane, patrimonio UNESCO, Forni di Sopra è una località che racchiude in sé tutto il fascino della natura e della cultura alpina. Vanta origini molto antiche ma dai primi anni del XX secolo si è trasformata in una frequentata stazione turistica grazie alla bellezza dei suoi paesaggi, agli impianti sciistici ed alla posizione strategica all’interno del Parco Naturale che la rende un ponte ideale tra Carnia e Cadore attraverso il passo della Mauria. Nonostante il notevole afflusso di visitatori, la presenza dei 1.200 abitanti che la popolano durante tutto l’anno ha permesso al paese di mantenere vive le tradizioni più autentiche della cultura locale oltre ad uno spiccato senso della comunità che contribuisce a creare un’atmosfera familiare ed accogliente anche per i turisti. Il centro storico, molto pittoresco, è caratterizzato dalle antiche abitazioni in pietra e legno con scale esterne e ballatoi e da graziose chiese di montagna ricche di opere di grande valore artistico.

Dolomiti viste dal Paradis Forni di Sopra

Grazie ad una seggiovia è possibile salire sino a Cima Crusicalas, ad oltre 2.000 metri di altitudine, dalla quale si gode di una magnifica vista sulle Dolomiti che spazia dai Monfalconi, all’Antelao, sino alle Tre Cime del Lavaredo. Durante l’inverno una delle attrazioni principali di Forni di Sopra sono certamente gli impianti sciistici all’avanguardia, dotati di un anello da fondo di 18 chilometri oltre alle splendide discese tra i boschi. Basti pensare che gli impianti del Varmost sono i più alti della regione e vantano una pista di 5 chilometri considerata tra le più belle del Friuli. D’estate sono numerosi i sentieri da intraprendere tra le bellezze montane, dal sentiero delle malghe, a quello didattico del bambino sino a quello naturalistico Tiziana Weiss e al suggestivo anello di Forni che ricomprende al suo interno la località, fornendo, tra l’altro, numerose vie di accesso al centro abitato.

Da non perdere, infine, una visita al magnifico larice secolare nella Valle Valmias. Un albero magnifico di circa 500 anni di età con una circonferenza alla base di 6,5 metri. Per raggiungerlo, bisogna seguire un sentiero di circa 2 chilometri che parte da Forni di Sopra in Località Massaroul.

Tra una passeggiata e l’altra, l’appuntamento in uno dei numerosi ristoranti locali è d’obbligo. La cucina di Forni di Sopra è infatti ricca e gustosa e propone numerosi piatti a base di erbe di montagna e prodotti naturali.

See on www.lastampa.it

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Meravigliosa Scozia on the road

Dai paesaggi unici delle Highlands a Edimburgo, passando dai fiordi e dalle colline delle zone centrali

ACTM Ltd‘s insight:

Non potevo non inserire quest’articolo! Ho vissuto e lavorato per ben tre anni in Scozia, due dei quali come guida turistica: leggere quest’itinerario mi ha riportata in questi magnifici paesaggi d’incanto, in quei posti ricchi di storia, leggende e misteri.  Se avete una settimana a disposizione, volate a Edimburgo e visitate la Scozia. Tornerete rilassati e arricchiti!

Amore a prima vista, una terra indimenticabile, ricca di storia e di mistero. Dai paesaggi unici, solitari e selvaggi delle Highlands, ai fiordi e alle dolci colline ricoperte di boschi delle zone centrali, fino alla monumentale città vecchia di Edimburgo. Ogni centimetro quadrato di quella terra mi ha provocato emozioni forti che spero di riuscire, almeno in parte, a trasmettere anche a voi.

Il nostro viaggio questa volta, è iniziato dalla libreria attraverso le tante guide turistiche dedicate alla Scozia. Da lì abbiamo cominciato a documentarci sui luoghi da visitare durante il nostro se pur breve, ma intenso viaggio, a leggere la storia di questa magnifica nazione e ad apprezarne le tradizioni. Mi raccomando, non dimenticatevi ombrello e giacca impermeabile perchè il tempo è estremamente variabile, la pioggerella non vi abbandonerà lungo il vostro viaggio ed è proprio grazie a questa particolarità che la Scozia è così incredibilmente verde! Non preoccupatevi per i pernottamenti (escluso per il mese di agosto quando è meglio riservare l’alloggio in anticipo), in Scozia troverete sempre una camera libera in un bed & breakfast dove vi ospiteranno con estrema accoglienza e cortesia. Se volete partire tranquilli comunque, vi consiglio di usufruire di uno dei tanti siti di prenotazione hotel su internet e per l’aereo ovviamente, cercate l’offerta migliore direttamente sul sito della compagnia aerea (meglio se low cost) con la quale avete deciso di volare, eviterete così inutili spese aggiuntive.

DA EDIMBURGO A FORT WILLIAM

Saliamo sulla nostra utilitaria impazienti di macinare chilometri e chilometri alla scoperta della verdissima e misteriosa Scozia e, ovviamente, non manca una fitta pioggerella a creare la tipica atmosfera scozzese. La prima tappa è la tranquilla cittadina di Stirling, a circa 60 chilometri da Edimburgo, dove l’imponente castello di Stirling sorveglia l’intero abitato dall’alto della sua collina. La cittadina di Stirling nel corso dei secoli è stata teatro di diverse battaglie tra le quali il famoso scontro armato tra William Wallace (il famoso eroe scozzese che si battè per la libertà della sua terra dal dominio inglese) e l’esercito inglese che fu sconfitto nel 1297. A vegliare sul lungo viale di accesso al castello troverete la statua di Robert Bruce, uno dei più famosi re scozzesi nonché impavido guerriero che guidò il suo paese nella prima guerra d’indipendenza scozzese contro il regno d’Inghilterra. Proseguendo verso nord vale la pena fare una sosta nel paese di Callander, porta d’ingresso della regione del Trossachs, dove potrete intrattenervi con i suoi famosi bufali e magari fare un giro nel fornito negozio di souvernir posto vicino all’allevamento nel quale troverete tantissimi, caratteristici manufatti della zona. Da qui siamo pronti per inoltrarci in uno dei due parchi nazionali scozzesi, il Loch Lomond and Trossachs National Parks, un luogo davvero pittoresco e incantato. Qui, racchiusi tra colline verdissime, troverete gli ampi specchi d’acqua scura del lago Lomond e del lago Katrine e poi vi lascerete incantare dalle più grandi e belle foreste scozzesi, quella di Argyll e quella di Queen Elizabeth, quest’ultima conosciuta anche per i suoi numerosi cervi.

(Consigliato. Se avete tempo vale la pena fare un giro in battello sul lago Katrine, simile a un lungo fiordo).

Usciti dai boschi incantati, la strada inizia a salire fino a raggiungere un vasto altopiano paludoso, famoso per le scene del film Bravheart di Mel Gibson che narra la storia del patriota William Wallace. Poi finalmente davanti ai nostri occhi si apre la scenografica vallata di Glencoe (tristemente famosa per il massacro del 1692 nel quale Alastair Maclain perse la vita), lunga circa 14 chilometri e quasi totalmente disabitata. I ripidi fianchi ricoperti d’erba e morbido muschio delle ‘tre sorelle’, dai quali scendono tortuosi sottili corsi d’acqua, offrono un panorama tra i più caratteristici della Scozia e la nebbia attribuisce un effetto fiabesco e misterioso, stile film di Hanry Potter.

Consigliato. Un trekking tra l’erica sul facile percorso del Coire Gabhail. Vi sembrerà di essere dei veri e propri highlander. La prima giornata in Scozia certamente non ci ha deluso e stanchi ma entusiasti per i luoghi splendidi appena visti e per tutti quelli che ancora ci aspettano, arriviamo nella piccola e graziosa cittadina di Fort William dove abbiamo trovato un bed and breakfast per la notte. Fort William è un famoso centro turistico posto sulla riva del Loch Linnhe e sorge ai piedi del Ben Nevis, la montagna più alta di tutta la Gran Bretagna, inoltre nelle vicinanze si trova la Ben Nevis Distillery, una delle distillerie di whisky più antiche della Scozia.

Consigliata. Un’escursione nella via principale lastricata e chiusa al traffico di Fort William. Qui due ali di edifici bassi fatti di mattoni, con i tetti spioventi sorgono al lati della strada ed al loro piano terra si aprono negozi di souvenirs, bar ed ancora pub e ristoranti nei quali potrete gustare un piatto caldo o semplicemente sorseggiare un buon bicchiere di whisky della vicina distilleria

DA FORT WILLIAM A GARVE (NELLE VICINANZE DI ULLAPOOL)

Ci alziamo senza pioggia, con un pallido sole che fa capolino fra lo spesso strato di nuvoloni grigi ma ci siamo già abituati a questo clima anzi, stonerebbe o quantomeno sarebbe strano vedere quel cielo azzurro tipico delle nostre estati mediterranee.Dopo un’abbondante colazione in stile inglese, da Fort William ripartiamo costeggiando il lunghissimo Loch Lochy, diversi laghi ci accompagnano durante il nostro percorso, il paesaggio anche qui è splendido e non possiamo non fermarci in un punto panoramico dove la strada attraversa la Ardochy Forest sui dolci pendii del Loch Loyne. Con gli occhi pieni del verde di questa meravigliosa foresta e degli arbusti, muschi, manti erbosi che ricoprono tutti i fianchi delle montagne scozzesi, ci avviciniamo sempre più al pittoresco villaggio di pescatori di Dornie dove sorge uno dei castelli più famosi e visitati della Scozia: l’Eilan Donan Castle. Questo castello si trova su un isolotto dove le acque del Loch Duich, Loch Alsch e Loch Long convergono ed è unito alla terraferma da un lungo ponte sorretto da archi in pietra. Osservando l’Eilan Donan Castle la mia fantasia si scatena e inizio a immaginare principi su magnifici cavalli che attraversano al trotto il ponte, dame riccamente vestite che passeggiano nell’area interna della fortezza protetta dalle possenti mura di difesa, cuochi intenti a preparare la cena nelle cucine e servitori impegnati ad apparecchiare la sontusa tavola nella lussuosa sala delle armi. Non potete organizzare un viaggio in Scozia senza includere la visita del, a detta di molti, castello più bello della nazione e quando ve lo troverete davanti incorniciato tra acqua e monti, sono sicura che la penserete così anche voi. L’Eilan Donan Castle è stato costruito all’inizio del 1200 dagli scozzesi per difendersi dagli attacchi dei vichinghi, dopo una storia lunga e travagliata è andato quasi completamente distrutto nel 1719 per mano degli inglesi e le sue rovine sono rimaste abbandonate fino all’inizio del 1900 quando un esponente del clan dei MacRae (che poi erano gli antichi proprietari del castello) decise di comprare l’isola e di ricostruire la fortezza che ora risplende in tutta la sua imponenza.

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Consigliatissima. La visita degli ambienti interni completamente ricostruiti con tanto di manichini che imitano le attività umane, della sontuosa sala delle armi che vi colpirà con il suo grande camino, gli stemmi dei clan e quello della Scozia con il leone rosso rampante, gli stupendi quadri degli antenati… Il tour inizia varcando una porticina laterale al grande portone d’ingresso e, come per incanto, vi troverete in un ‘cortile’ interno, completamente protetti e, al contempo, isolati da tutto ciò che accade all’esterno. Da qui come in un quadro, potrete ammirare la rigogliosa vegetazione che si getta nelle acque del fiordo mentre dietro di voi ripide scalinate si arrampicano a raggiungere stretti portoncini e feritoie, finestrelle si aprono qua e là nelle mura del castello. Ora basta leggere, vi lascio guardare le foto dell’Eilan Donan Castle e sono sicura che anche voi avvertirete la magia sprigionata da questa magnifica fortezza.

Lasciamo il parcheggio continuando a guardare negli specchietti laterali dell’auto l’Eilan Donan Castle che via via diventa sempre più piccolo e proseguiamo con il nostro itinerario ‘on the road’ verso il nord. Purtroppo, causa mancanza di tempo, non visitiamo la selvaggia isola di Sky, ma contiamo di includerla nel nostro prossimo viaggio in Scozia magari insieme al tour delle isole Ebridi, Orcadi e Shetland: pottrebbe essere una bella idea! La strada tortuosa ci guida, costeggiando Loch Maree che offre numerosi scorci fotografici, fino alla piacevole località marina di Gairloch affacciata su Loch Gairloch e, poco distante agli Inverewe Gardens.

Consigliata. La visita di questi splendidi giardini non vi deluderà; grazie alle condizioni climatiche favorevoli create dalla corrente del Golfo qui crescono tantissime specie di piante che solitamente troviamo in regioni dal clima ben più temperato. Dopo una passeggia tra i terrazzamenti noi ci siamo rilassati nell’ampia ed accogliente struttura che ospita bar e self service e, seduti sulle comode poltroncine, abbiamo gustato una generosa fetta di torta accompagnata da un thè caldo.

DA ULLAPOOL A THURSO

Con mio grande dispiacere non posso postarvi delle immagini che rappresentino il fiabesco paese di pescatori di Ullapool, affacciato sulle acque del Loch Broom e porto di collegamento per la vicina isola di Lewis. Causa nebbia e pioggia insistente non sono riuscita a scattare delle fotografie decenti, vorrà dire che per forza dovrò tornarci con il bel tempo, anche se beneficiare di un raggio di sole è molto difficile. D’altronde, chi pianifica un viaggio nelle Highlands è consapevole di non poter indossare i bichini e stendersi al sole sulle bellissime spiagge bianche. È il prezzo che si deve pagare per godere di un verde così brillante e di un’atmosfera incantata. Immaginatevi quindi una pianeggiante penisola adagiata su un fiordo con rilievi dai dolci pendii ed una serie di case bianche di uno, due piani al massimo dai tetti spioventi che guardano la baia: questa è Ullapool. Accompagnati dalla solita pioggerella, che prontamente si distrae per illuderci lasciando il posto a delle sfuggenti schiarite, percorriamo la strada principale A838, stretta, piena di curve e saliscendi, che spesso si restringe ad una corsia lungo cui si alternano delle piazzole laterali. La fatica nella guida è sicuramente ripagata da paesaggi di impagabile bellezza. Un susseguirsi di altopiani più e meno elevati, fiumi, specchi d’acqua, valli e colline ricoperti di erba ed arbusti, rilievi con le cime spruzzate dalla neve e piccoli villaggi, oasi di civiltà al centro di questa selvaggia natura, costituiscono le famose quanto impervie Highlands

ConsigliatissimoDurness, è un piccolo villaggio dedito all’allevamento ed alla pesca, spazzato dai venti, che sorge nell’area meno popolata e più piovosa d’Europa. E’ famoso per la sua ‘Smoo Cave’. Un’enorme e spettacolare grotta marina di pietra calcarea attraversata da un fiume, situata alla fine di una profonda spaccatura nella scogliera, nella quale si tuffa un’alta cascata. Munitevi di impermeabile e sfidate i forti venti percorrendo a piedi un tratto di scogliera a picco sull’Oceano Atlantico, la violenza delle onde che s’infrangono sulla roccia vi impressionerà e le condizioni meteo avverse vi faranno sentire dei veri e propri Highlander.

Proseguendo verso nord-est, la strada serpeggia lunga la costa offrendovi viste mozzafiato sull’Oceano Atlantico e una di queste è sicuramente la Sandwood Bay, una lunghissima spiaggia diventata famosa perché ampiamente romanzata. Anch’io e mio marito, immobili ad ammirare questo miracolo della natura, non possiamo che comprendere ed appoggiare i tanti scrittori che ne sono rimasti affascinati. L’edificio imponente e futuristico della centrale nucleare di Dounreay , non può certo passare inosservato tra le infinite distese di pascoli e le piccole e semplici fattorie solitari sparse qua e là sulle verdissime colline. Poco lontano, le basse case grigie della città di Thurso, la più settentrionale della Gran Bretagna, compaiono dal nulla in mezzo ad un paesaggio solitario, spazzato da venti gelidi del nord. Per la notte alloggiamo in un bed & breakfast nelle vicine campagne e ci godiamo una cena a base di salmone freschissimo in un accogliente ristorante in legno nel porto. Thurso non rappresenta un punto d’interesse turistico (è un centro industriale, punto di partenza per chi vuole spingersi fino alle isole Orcadi e poi Shatland) tuttavia, una passeggiata nella baia affacciata sull’Oceano Atlantico è un buon consiglio per digerire l’abbondante pasto e per pianificare la visita alle poco distanti attrazioni naturali di Duncansby Head.

DA THURSO AD INVERNESS

Consigliatissimo. Lasciamo Thurso per raggiungere il vicino John O’Groats, piccolo villaggio dell’estremo nord-est della Gran Bretagna nonché punto d’imbarco per le isole Orcadi e proseguire fino a Duncansby Head. Dal suo faro si gode di una vista spettacolare sulle isole, tanto vicine che se ne vedono le ripide coste, e sull’estensione illimitata d’erba dove gli unici abitanti sono le centinaia di pecore che pascolano tranquille e pacifiche in questo paradiso. Scendiamo lungo un dolce pendio verde e seguiamo un sentiero che costeggia la scogliera, accompagnandone i sali scendi e le corte e strette spaccature. Iniziamo a notarli da lontano ma avvicinandoci, gli enormi faraglioni Duncansby Stacksdiventano sempre più spettacolari emergendo dal mare come dei grandi coni di roccia scura, umida, ricoperta in buona parte di muschio. Durante la passeggiata, gli uccelli marini che nidificano negli anfratti delle impervie scogliere ci tengono compagnia sorvolando le nostre teste ed osservando incuriositi i colori sgargianti delle giacche a vento. Anche questa volta la natura ci ha stupito, meravigliato regalandoci immagini che difficilmente scorderemo e nelle quali immergere la mente durante le lunghe giornate invernali.

Consigliatissimo. Il fiabesco Dunrobin Castle domina il Mar del Nord da un promontorio alla cui base si estende un fantastico giardino all’italiana con fontane e getti d’acqua, prati perfettamente tosati nei quali sono disegnate geometriche aiuole ricche di fiori, siepi, cespugli ed alberelli dalle forme accuratamente lavorate. Girovagando qua e là tra il verde mozzafiato e le alte piante di latifoglie, vi imbatterete nell’ampio spazio dedicato ai falconieri che si esibiscono con i propri rapaci. Che residenza magnifica e fatata! Non sarebbe male poterci soggiornare per almeno una notte come la famiglia Sutherland, proprietaria del castello da più di settecento anni. Ci dobbiamo però accontentare di visitare l’esterno e parte dei saloni e delle camere perfettamente conservate e sontuosamente arredate, con tanto di animali imbalsamati. Se con questa breve descrizione non vi ho ancora persuaso sull’incanto di questo luogo, sicuramente le foto vi convinceranno.

DA INVERNESS A ST. ANDREWS

Eccoci nella capitale delle Highlands, Inverness. Non è una città di particolare bellezza, la zona più pittoresca è il lungo fiume, ma è indubbiamente un ottimo punto di partenza per visitare gli splendidi d’intorni, ricchi di storia e scorci emozionanti. Come le gotiche rovine della cattedrale di Elgin, le vaste brughiere dipinte di rosa dall’erica e le catene montuose del Cairngorms National Park, i più lontani Blair Castle dal bianco sfavillante e lo scenico Dunnotter Castle su una rupe a picco sul mare. In particolare, nelle vicinanze si estendono le acque scure del lago di Loch Ness; questo nome vi dice qualcosa? Chi non ha sentito parlare almeno una volta nella vita del celebre mostro di Loch Ness, Nessie? Da più di 1500 anni questa misteriosa creatura scatena la fantasia di milioni di persone, l’interesse dei ricercatori e la creatività di pittori e scrittori. La maggior parte della comunità scientifica afferma si tratti solo di una leggenda; ma cosa c’è di sbagliato nell’immaginare un animale preistorico che nuota libero, indisturbato e trascorre la sua esistenza accanto a quella dell’uomo? La fantasia è il pepe della vita, senza di quella il mondo sarebbe veramente triste, inoltre il fascino di questa lago lo si deve proprio a Nessie. Il mostro comunque non è l’unica attrattiva del luogo. Le rovine dell’Urquhart Castle edificato nel XIV secolo ma distrutto nel 1689 e mai più ricostruito, regalano un paesaggio suggestivo con i vari sali e scendi del promontorio su cui giacciono e la torre principale. Un fornitissimo negozio di souvenir e un self service con vista panoramica sul sito archeologico, vi concederanno un momento di relax nel tepore della Gatehouse, edificio d’ingresso per il castello.

Consigliatissimo. Scendiamo verso sud direzione Edimburgo, attraversando le estese pinete e gli altopiani ricoperti d’erica e arbusti del Cairngorms National Park e ci fermiamo nei pressi di Angus. Il Glamis Castle vi stupirà ancor prima di vederlo! L’ingresso è a dir poco monumentale e, dopo aver percorso un lunghissimo viale alberato, il castello comparirà in tutto il suo splendore come appena uscito da un film d’animazione della Disney e su una distesa d’erba accuratamente rasata. È perfetto per l’ambientazione di un film fantasy grazie ai suoi torrioni cilindrici, le torrette con tetti conici appuntiti, le mura merlate ed il grande orologio. Costruito nel XIV secolo e successivamente ampliato, è il luogo di nascita della Principessa Margaret d’Inghilterra ed in tutto il Regno Unito non esiste un’altra fortezza che racchiuda così tante leggende di fantasmi, morti oscure ed atroci, creature deformi e stanze segrete. Se ammirando l’esterno siete convinti di aver già goduto di tutta la sua bellezza vi sbagliate di grosso! Infatti, le numerose stanze interne visitabili ed accuratamente arredate come la cripta, le camere da letto, i saloni tempestati di quadri ed arazzi, vi riempiranno gli occhi rendendovi muti di fronte a tanta sfarzosità e mistero

Consigliatisismo. Ci avviciniamo sempre di più ad Edimburgo e, dopo aver superato la grigia e moderna cittadina di Dundee, ci tuffiamo nella penisola ritagliata a nord dal Firth of Tay ed a sud dal Firth of Forth per raggiungere l’incantevole St. Andrews. I curatissimi campi da golf che affacciano direttamente sul mare vi accoglieranno dandovi da subito un’immagine elegante e prestigiosa della città, che ritroverete passeggiando per il centro tra edifici signorili, chiese, cappelle ed università. Dovete sapere, infatti, che oltre a essere una delle capitali mondiali del golf, è anche la sede della più antica università di Scozia. Insomma, qui a St.Andrews storia e raffinatezza sono di casa. Entrate nella patria della cultura inglese attraverso West Port, una delle poche porte ancora esistenti che permettevano l’accesso all’antico borgo medievale e girovagate in North, South e Market Street. Concedetevi un break in uno dei numerosi ed accoglienti bar e poi visitate le incredibili rovine della St. Andrews Cathedral, che sorgono sul prato verdissimo di una collina che si tuffa nel mar del nord. Immaginare quanto fosse grande ed imponente questa cattedrale ci ha fatto venire la pelle d’oca e la sera, davanti ad un piatto di salmone alla griglia irrinunciabile in Scozia, riguardiamo orgogliosi le foto, entusiasti per aver avuto la possibilità di godere della magia di questi luoghi splendidi.

EDIMBURGO

Eccoci nella capitale europea che ha visto nascere uno dei più incredibili fenomeni letterari mondiali di tutti i secoli, ovvero l’epopea di Harry Potter dalla quale sono stati tratti i celebri film. È proprio qui al ‘the elephant house’ pub che l’allora sconosciuta scrittrice J.K.Rowling nei primi anni novanta iniziò a scrivere la fortunata saga nella quale l’orfano Harry, con i suoi fedeli amici Hermione e Ronald, iscritto alla scuola di magia di Hogwarts e sotto la guida del preside Albus Silente, combatte contro il perfido mago Voldemord spalleggiato dagli spaventosi dissennatori. Chi come noi ha avuto la fortuna di girovagare per la Scozia proverà di persona la magia che ogni centimetro quadro di questa terra trasmette e l’inaspettata fantasia che scatena in ognuno, il trucco è mantenere la mente aperte ed il cuore pronto a recepire il turbinio delle emozioni. Sicuramente la parte più suggestiva di Edimburgo è la old town, ovvero la città vecchia emergente dal verde dei giardini di Princes Street che la separano dalla più caotica e commerciale new town.

Consigliatissimo. Superate l’edificio di inizio 1800 della Royal Scottish Academy (dedicato all’arte contemporanea) e l’elegante facciata neoclassica con alte colonne che reggono l’architrave del tetto della National gallery (museo di storia ed arte) e salite le scale fino a raggiungere le due slanciate torri dell’Assembley Hall e la più tozza costruzione dell’Outlook Tower. Qui sbucate sulla Castlehill, il primo tratto di strada del Royal Mile che inizia dall’Esplanade, cioè la piazza, del castello di Edimburgo. L’epica Royal Mile è la via lastricata che percorre la old town salendo dolcemente dal lussuoso, rinascimentale Palazzo Reale di Holyroodhouse (ai piedi della verde ed alta collina dell’Holyrood Park) fino al grande castello che ospita al suo interno una vero e proprio paese con piazze, musei, cappelle e persino una guarnigione militare di rappresentanza. Una giungla di botteghe di porcellane, kilt, sciarpe e berretti nel classico tessuto multicolore tartan; storici pub e bar più recenti che vendono pizza e kebab si aprono al piano terra di antichi edifici in mattoni ed invitano i turisti ad entrare

Sulla Castlehill si erge il famoso Scotch Whisky Heritage Centre, un edificio a due piani con un largo abbaino sul tetto, importante centro espositivo in cui grazie ad immagini, profumi, degustazioni, si possono conoscere i segreti della popolare bevanda scozzese. Qui vicino trovate anche il Tartan Weaving Mill, museo del tartan che ne mostra la lavorazione e dove ovviamente è possibile acquistare i coloratissimi abiti tessuti con questa particolare stoffa. Scendendo sulla Lawnmarket fino alla High Street, la terza parte del Royal Mile, si apre una grande piazza ed al centro l’elegante chiesa gotica di St. Giles dalle alte vetrate aperte tra gli archi a sesto acuto. L’High Street diventa poi Canongate e qui ci ha affascinato l’edificio in stile Harry Potter del Canongate Toolboth, costruito alla fine del 1500 come prigione e tribunale, con le torrette cilindriche dai tetti conici ed il grande orologio a sbalzo sulla via. Pochi passi ancora e finalmente si raggiunge il Palazzo reale nonché residenza estiva della regina, che sorge difronte al nuovo e moderno edificio del Parlamento Scozzese.

Consigliato. Il grande salone del Royal Museum, una delle parti in cui è composto il National Museum of Scotland in Chambers street, merita sicuramente una visita se non siete di fretta. Entrate nell’ampia sala centrale sulla quale si affacciano due piani di balconate sostenute da slanciate colonne in ferro e sormontate da una splendida copertura in vetro da cui filtra la luce del giorno. Qui potete sorseggiare una tazza di thè caldo durante un pomeriggio piovoso ammirando lo stile vittoriano del museo.

Consigliatissimo. Fin dall’Esplanade, ovvero dalla sua piazza, vi innamorerete del castello medievale di Edimburgo e una volta varcato il maestoso ingresso sotto lo stemma reale scozzese del leone rosso rampante e sorvegliato da due statue di soldati, vi sembrerà di essere nella celebre Diagon Alley, la strada dove Harry Potter, insieme agli altri studenti di Hogwarts, acquistava bacchette, ingredienti per gli incantesimi e s’intrattenevano a bere una burrobirra. Dal castello arroccato sul punto più alto della collina sulla quale è adagiata la città vecchia, si gode di una splendida vista sulla parte nuova e passeggiando per le sue vie pavimentate si può contemplare il cannone che ogni giorno spara un colpo a salve, vari musei tra cui quello nazionale della guerra che racconta la storia bellica degli scozzesi, edifici ben curati e la piccola cappella di St. Margaret, fino a giungere in Crown Square. Qui la Great Hall e il Palace vi stupiranno con la loro imponenza esterna tanto come l’eleganza e la solennità degli interni. Le Insegne di Scozia o Regalie, cioè la corona, lo scettro e la spada conservate all’interno del Palace, vi meraviglieranno per la loro preziosità e incommensurabile valore storico. Edimburgo è anche la città dei festival e sicuramente il più famoso e suggestivo è proprio quello che si svolge nell’Esplanade del castello in agosto, il Military tatoo, un mix di scenografiche parate e bande militari alternate da movimentati spettacoli contemporanei. Allora che aspettate? Non resta che preparare la valigia e partire!

TRATTO DA:  turistipercaso.it

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Italy’s Collio wine route: top 10 guide

Italy’s Collio wine route: top 10 guide

Italy’s north-eastern Collio region offers a startling array of little-known wines, with small, friendly vineyards to visit and a selection of cosy places to eat and stay between gulps

 – The Guardian, Friday 3 May 2013

Collio vineyards

The vine-clad hills of Collio, northern Italy. All photographs by John Brunton

An hour’s drive north east from Venice, the rolling vine-clad hills of the Collio region boast an outstanding selection of white wines and some surprising reds too. These can be followed on a narrow, winding Strada del Vino that runs for 50km from Dolegna del Collio, past the regional “wine capital” of Cormòns, as far as San Floriano del Collio.

Winemakers are very happy to receive visitors, and many offer B&B accommodation too. The distinctive local cuisine is hearty mitteleuropean rather than classic Italian, and every month sees some kind of wine event. The great white wines here are malvasia, ribolla gialla, pinot bianco, friulano and sauvignon, but there are also interesting local reds such as refosco and pignolo, as well as the luscious dessert wine picolit.

 

WINEMAKERS

Venica & Venica, Dolegna

Venica winery

It is easy to miss the sign for Venica & Venica’s cantina, down a tiny road surrounded by vineyards. This is one of the Collio’s classic family-run wineries, founded 80 years ago by Daniele Venica and run today by his grandsons Gianni and Giorgio. The brothers produce some outstanding whites – pinot bianco, malvasia and pinot grigio. Be sure to try their collio bianco, a top-end blended white. The cellar is always open for tastings (except Sundays), but call ahead and you can book a two-hour tour, with a detailed explanation of how the wines are made. There is a nominal charge of €8 for this, but for those who then buy wine – and most do – the fee is waived. Even better, stay in the sprawling B&B (doubles €100), which has a big pool and a tennis court.
• +39 0481 61264, venica.it

Paolo Caccese, Cormòns

Paolo Caccese, winemaker

You can’t miss Paolo Caccese’s cantina, sitting atop a vine-covered hill with, at the entrance, the three tall cypress trees that appear on his wine labels. He is a true eccentric who makes perfect, elegant wines on a small six-hectare estate. “I grow wonderful grapes here on a rich soil in an incredible position on the hillside,” he says. “So I just do the minimal in my cantina. The grapes are already perfect, and I prefer to let them create their own magic.” He makes a dozen wines, including oddities such as a fruity müller-thurgau, an aromatic traminer and a delicious passito, a late-harvest verduzzo, and a few reds; merlot and cabernet franc. Prices begin at €8.50 a bottle, and although Paolo is not an email person, he is always ready to let people taste his wines if they give him a call first on his mobile.
 +39 348 797 9773, paolocaccese.it

Franco Terpin, San Floriano del Collio

Franco Terpin, winemaker<br />

Franco Terpin describes himself as an artisan winemaker but he is also the guru of a band of increasingly vocal natural wine producers on both sides of the border. Their wines have none or very little sulphite and are macerated for a long period using only natural yeast. Terpin’s vintages spend one year ageing in oak barrels, one year in steel vats and then three years in the bottle before going on sale – heresy to most other winemakers. But Franco is open to discussion and tastings with enthusiasts who call to make an appointment. “Quite frankly,” he says, “natural wines are the only ones I drink now. I can’t stand a chardonnay with a banana aroma that is chemically induced.” His pinot grigio has an incredible colour, half pink, half orange, his 2006 sauvignon has none of the usual characteristics, and he has launched a very affordable range called Quinto Quarto, at €10 a bottle.
• +39 0481 884215, francoterpin.com

WINE BARS AND OSTERIE

Enoteca Regionale di Cormòns, Cormòns

Enoteca Cormons

Cormòns is the capital of the Collio region, and before deciding which winemaker to visit, stop off at this wine bar that represents 34 neighbouring producers. There are over 300 vintages in the cellar and almost all can be tried by the glass, from €1.60. Plates of affettati, from €8, include salami, cheeses, smoked trout and boiled ham with freshly grated horseradish. The place is always packed with local viticoltori trying each other’s wines.
• +39 0481 630371, enotecacormons.itclosed Tuesday

Osteria Cantiniere, Cormòns

Osteria Cantiniere, Italy

This rural osteria is owned by a cooperative, representing 150 winemakers. The quality may not be quite as high as at family-run vineyards, but the prices are very competitive with bottles from €4. This is a rendezvous for everyone in the Collio, from vineyard workers to estate owners, lawyers and industrialists. A small lunchtime menu changes daily, with everything freshly prepared, from spaghetti with sausages, pork knuckle and sauerkraut, or tender roast veal. Wine is €1 a glass, a plate of pasta €5, mains from €6.
• +39 0481 60579, cormons.com, closed Tuesday

Osteria Koršic, San Floriano del Collio

Osteria Korsic, San Floriano del Collio

You’ll probably need a satnav to find this osteria just 100m from the border. It does not look much from outside, but this is a serious gourmet restaurant with a chic dining room and inventive menu by young chef Damjam. The biggest surprise though is the reasonable prices, with a four-course tasting menu at €25, featuring dishes such as traditiona lbiechi (hand-cut squares or triangles of pasta) with turnip greens, and smoked ricotta. The wine list is also impressive, with every producer from the neighbouring villages of San Floriano and Oslavia represented, from €12 a bottle. If Koršic is full, a fun nearby alternative is Agriturismo Stekar (Via Giasbana 25, +39 0481 391929), a pig farm and vineyard that doubles as a weekend restaurant, serving home-cured salami, pumpkin and wild mushroom orzotto and gallo in umido, a rich capon stew.
• +39 0481 84248, korsic.it

VINEYARD B&BS

Borgo San Daniele

Borgo San Daniele, Collio

Brother and sister Mauro and Alessandra Mauri make some of the most elegant Collio vintages, and their three guest rooms have designer decor, modern art and subtle avant-garde lighting. There’s a pool, a luxuriant garden and a grand salon where everyone sits in the evening tasting the award-winning wines. Jiasik, a surprising mix of riesling and malvasia grapes, ia very well-priced at €10. They also host poetry readings, art exhibitions and concerts.
• +39 0481 60552, borgosandaniele.it, double with breakfast €85, free bikes

Azienda Agricola Picech

Picech,

After young winemaker Roberto Picech built a new farmhouse and state-of-the-art cantina, he and his wife started last year to rent out three rooms. The decor is rustic, and each room has a to-die-for terrace overlooking rolling vineyards. Breakfast is served in the kitchen at a long wooden table, where evening wine tastings are also held, and guests really feel part of this friendly young family. The wines are good value at €11 a bottle, including an especially potent malvasia.
 +39 0481 60347, picech.com, double with breakfast €80, free bikes

REGIONAL SPECIALITIES

La Subida, Cormòns

Josko Sirk, owner of La Subida, Collio

Josko Sirk is probably the best-known personality in the Collio who does not make wine. The son of refugees from Yugoslavia, he transformed La Subida, his father’s homely osteria, into an elegant Michelin-starred restaurant with a brilliant wine list. His designer wooden chalets in the surrounding woods are the most original place to stay in the Collio. But his real passion, il mio hobby, as he says, is vinegar. He uses his own ribolla gialla grapes to make a deeply flavourful aceto aged in oak barrels. A half-litre bottle costs €15 and there is a spray for €7, perfect for spicing up dinner parties.
• +39 0481 60531, lasubida.it, chalets from €90 a night

Azienda Agricola Zoff, Borgnano

Cheese at the Zoff dairy farm

Part of the fun of tasting wines in the Collio is that the viticoltore invariably offers a tempting plate of local ham and cheeses to accompany the wines. Everybody urges you to try the D’Osvaldo family’s famous prosciutto crudo, smoked in cherry wood and laurel (dosvaldo.it), and the formaggi made at Giuseppe Zoff’s farm, where there’s a farm shop selling freshly made ricotta and yoghurt, tangy aged latteria cheese, and caciotta flavoured with wild herbs and flowers. There’s also a five-room B&B with “natural breakfasts” made with farm products.
• +39 0481 67204, borgdaocjs.it

EasyJet flies to Venice and Ryanair flies to Trieste and Treviso from several UK aiports.

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Contact us for more info on the region and bokings

 info @actmltd.com

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London Tube Map: informazioni live sulla metro di Londra

See on Scoop.itLondra in Vacanza – London on holiday

London Tube Map: informazioni live sulla metro di Londra per …
HDblog (Blog)
Quando si visita una metropoli, una delle cose attività più importanti da gestire è sempre quella relativa a spostamenti e mezzi di trasporto.

ACTM Ltd‘s insight:

Se siete in viaggio a Londra e possedete uno smartphone Windows Phone 8 o un tablet Windows 8,  Tube Map è un’applicazione davvero ben fatta che vi permette di gestire spostamenti e mezzi di trasporto..

See on www.hdblog.it

#Menù italiano nel nuovo #MELondon, hotel di lusso firmato #Foster – @24viaggi

See on Scoop.itLondra in Vacanza – London on holiday

Il Sole 24 Ore Menù italiano nel nuovo ME London, hotel di lusso firmato Foster Il Sole 24 Ore Un edificio antico con un’anima modernissima diventa oggi il nuovo albergo di lusso di Londra: ME London, inaugurato il primo marzo, é il primo progetto…

ACTM Ltd‘s insight:

157 stanze, alcune con terrazze private, con anche 16 suite e la spettacolare Suite ME, un attico di cento metri quadri che si sviluppa su due piani nella torretta dell’edificio e che ha una cupola di vetro e una vista a 360 gradi sulla cittá, il tutto per 3.200 sterline a notte.
www. MELondonUK.com

See on www.luxury24.ilsole24ore.com

Indirizzi (chic) per lo shopping Londinese

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London insider: indirizzi (chic) per lo shopping..  Le bancarelle sono aperte di solito nel weekend, per facilitare acquisti rilassati e due chiacchiere…

ACTM Ltd‘s insight:

Gli acquisti green dominano le tendenze londinesi e lo stile delle star, dalla tavola al guardaroba. Ecco le griffe, i consigli fashion e gli indizi per evitare il falso sostenibile…

See on www.viaggi24.ilsole24ore.com

How to Learn A #Language in 90 Days

‘If you talk to a man in a language he understands, that goes to his head. If you talk to him in his own language, that goes to his heart.’~Nelson Mandela

I personally speak 6 languages: Italian, English, German, French, Spanish, Friulano. Would love to speak more because I find them fascinating. I often wake up in the morning after having dreamed a situation where the characters all spoke their own language, but all understood each other. Probably my next language will be Portuguese, and the next one after that will be Chinese. Who knows? There are no limits to the human capacity to learn, as long as you keep trying you will reach your goal!

Editor’s noteI found this article by Maneesh Sethi of Hack The System very inspiring and wish to share it with my followers. This is a blog about travelling so you might ask yourself why I decided to share it in my blog. Why? Because whenever I travel the world, I try to speak to the heart of the locals and let the locals speak from their hearts. 

How to Learn A Language in 90 Days

I still remember the happiest moment of my life. I had decided to throw a party for my Italian friends while living in Florence, Italy. My friends didn’t speak any English, and I vividly remember throwing the party and trying to only speak in Italian. And then, someone asked me to tell a joke.

I don’t know if you know this, but telling jokes in another language is one of the most harrowing experiences you can imagine.

I began the joke. C’era una volta (Once upon a time) …

Halfway through the joke, I began to get flustered. I couldn’t remember the Italian word in the punchline. And 30 Italians were staring at me, waiting for the joke to end.

At the last minute, I remembered and completed the joke. I waited for the sound of crickets … but instead experienced a thunderous laugh and a round of applause. I had made dozens of Italians laugh, in their country, in their language.

Until today, that memory continues to be one of the happiest moments I’ve ever experienced. And it’s the reason that, over the last four years, I’ve studied languages and now speak five: English, Italian, Spanish, Portuguese, and German.

The Benefits of Bilingualism

Becoming bilingual opens up a whole new world—a world of different people, of different cultures, of different emotions.

Learning a second language has many cognitive benefits. For example, learning a new language has been shown to delay Alzheimer’s, boost brainpower, reduce cognitive biases, and even increase concentration and the ability to tune out distractions. Your ability to build better habits will improve by learning a new language.

But, more so than cognitive effects, the ability to speak a second language has a ton of social benefits. There’s bliss in having the ability to order food in the waiter’s native language, to eavesdrop on people in an elevator, to impress natives by speaking with and understanding them.

The coolest thing about learning your second language is that it makes learning a third, fourth, or fifth language much easier. The challenge isn’t in learning a new language, but rather learning how to learn a language. Once you know the techniques, you’ll be able to apply the same grammatical patterns and language techniques in every new language you learn. It’s for this reason that, while Italian took me 3 or so months to master, Spanish took only 2 months and Portuguese took just a few weeks.

Why most people are wrong about language learning

I studied spanish for several years in high school, and even got good grades on national exams. But one day, when I actually tried to speak the language, I suddenly realized.

Four years of studying Spanish in school, and I couldn’t even order a burrito.

So what went wrong? According to official standardized tests, I was an expert in Spanish. But I couldn’t even do the most basic of tasks!

The fact is that we not taught languages in the ideal way. Students study languages in huge groups and think that a few worksheets and grammar exercises will be enough to learn a language.

Yet almost no one actually learns to speak.

In actuality, by doing worksheets, we are practicing for just that—for worksheets. But if you want to learn to speak, well, you actually have to practice by speaking.

So when people try to learn to speak a language out of a book, or with Rosetta Stone, I try to show them that they won’t achieve their goals that way. If you want to speak, you have to practice speaking. And if you want to speak a language rapidly, well, you have to start speaking. A lot.

The Basic Strategy Of Rapid Language Learning

Learning a language can seem daunting, so I’m going to provide an overview of the general strategy, before we get into the specifics.

Here is the breakdown. We’ll go more in depth into each of these later on.

1. Get the right resources for learning: A grammar book, memorization software, and films/books.

2. Get a private tutor. You want one for at least a month. I recommend four hours/day.

3. Attempt to speak and think only in the new language. Every time you can’t remember a word, put that word into your memorization software. Practice your vocabulary daily.

4. Find friends, language partners, and other speakers of the language. Once you can have basic conversations with your private tutor, you need to find other partners. If you haven’t already, think about moving to the country where the language is spoken. Consider a group class. Practice continuously. Stop speaking English.

That’s the basic strategy. Again, this strategy is intensive, because learning a language in three months is a difficult task. If you’d prefer to learn the language more slowly or you don’t have the ability to move to a new country and practice 4-8 hours a day, then you can modify the plan. It is extremely important that you practice every day, however—20 minutes a day is much better than once or twice a week.

Some of these concepts are hard to understand through the written word, so I created a video series, just for Zen Habits readers, that teaches the steps to learn a language. Get the Hack The System Language Learning Videos here.

The Resources You Need To Learn A Language

In order to learn a language, you’ll need some items that you can practice with. Here are the resources I always use.

The Necessary Resources

A good grammar book. This is essential if you want to learn a language. I recommend Dover’s Essential Grammar series: the books are very cheap, concise, and thorough. When I lived in Italy, the Dover Essential Italian Grammar book became my bible. I read it everywhere, slept with it, and even memorized it.

A phrase book. This is similar to a dictionary, but for phrases. You can start memorizing full sentences and phrases, and you’ll naturally learn the individual words. I’ll talk more about memorization tactics shortly.

An online dictionary. For most romance languages, I recommend http://wordreference.com. For German, try http://dict.ccGoogle Translate can be useful, but it easily becomes a crutch. Use it sparingly.

A memorization app. You have to memorize vocabulary. I always put new words in my app, and practice them every night.

If you’re on a Mac, check out the app Genius. This genius app (pun intended) uses time-spacing techniques to test our knowledge. You’ll randomly be quizzed on words or phrases you are trying to learn, and the more often you make a mistake, the more often you’ll be tested. I recommend you put English on the left column and your desired language on the right, so that you’ll learn to speak in a new language, not translate from it. If you’re on a PC, I’ve heard good things about Anki.

Resources to learn from

A Private Tutor. I highly recommend getting an in-person private tutor through Craigslist or a nearby language school. However, if you can’t find anyone in your area or they are too expensive, check out Edufire.com. Edufire is a website that allows you to take private and group classes online over the Internet. Again, remember, private lessons are essential, so skip the group classes.

Free language partners and tutorsThe Mixxer is an incredible resource. It’s a site that allows you to connect, via Skype, with language partners all over the world. Just choose your native language, and what you are trying to learn, and The Mixxer will find partners with opposite needs (who speak your target language and want to learn your native language).

At the beginning, online partners are a big help. Why? First, because chatting is much easier than speaking, so you get a chance to practice your language. Second, chat gives you a log of what you’ve been saying—and it makes it easier for your partner to correct you.

I use Couchsurfing.org and Meetup.com to find language partners and language meetups, no matter where I live.

I don’t recommend Rosetta Stone. Rosetta Stone is incredibly slow. In Level 1, which takes 1-2 months to complete, you’ll only be familiar with the present tense. This is not a good use of your time.

Pimsleur tapes, on the other hand, can be beneficial because they help you practice pronunciation in the context of conversations. However, they are still quite slow. To test this, I started training with the German Pimsleur tapes two weeks before beginning my German classes. I felt like I was making huge progress by finishing 1/2 of the German 1 tapes—until I had surpassed that knowledge in fewer than two days with an actual teacher.

The 90 Day Plan to Learning a Language

It’s possible to achieve fluency, or at least a high speaking level, in just 90 days, but it requires intense focus. The biggest shift was in mindset: I had to change my self conception from ‘Maneesh: a blogger who wants to learn Italian’ to ‘Maneesh: Italian learner (who blogs in his extra time).

If you don’t have the freedom to focus fulltime on learning a language, that’s okay, but the process will take longer than 90 days. Just make sure that you continue to practice every day, or else you’ll lose your knowledge rapidly.

Days 1-30

The first thirty days are critical to learning a new language. You need to immerse yourself as fully as possible.

I highly recommend moving to a country where the language is spoken if you want to learn a language in 90 days. This will help you get into the language learning mindset, and will allow you to surround yourself with the new language. If you are able to move to a new country, try to live with a host family. You’ll learn a lot by eating meals with a family that hosts you.

In any case, during the first month, work one on one with a private tutor—not group classes. Group classes allow you to sit back and be lazy, while a private tutor forces you to learn.

This is important: you must be an active learner. Most people allow themselves to be taught to, but you have to take an active role in asking questions. The best way to understand this process is via video—part of the video series I made to supplement this post includes a sample of a class I took while studying Swedish, with explanations of the questions I ask during private training. Check out the language learning videos I’ve made for this post here.

You’re going to start encountering a lot of words and phrases that you don’t know, both with your private tutor, and when you practice languages on your own. Enter these words in your memorization software.

You want to start memorizing 30 words and phrases per day. Why 30? Because in 90 days, you’ll have learned 80% of the language.

This great article talks about the number of words in the Russian language.

the 75 most common words make up 40% of occurrences
the 200 most common words make up 50% of occurrences
the 524 most common words make up 60% of occurrences
the 1257 most common words make up 70% of occurrences
the 2925 most common words make up 80% of occurrences
the 7444 most common words make up 90% of occurrences
the 13374 most common words make up 95% of occurrences
the 25508 most common words make up 99% of occurrences

As you can see, you need to learn around 3000 to hit 80% of the words … probably enough before you can start learning words easily by context. At 30 words/day, you’ll have learned almost 3000 in 90 days.

Use mnemonics to help memorize words.

Days 31-60

After your first month, it’s time to focus on exposing yourself to the language as much as possible. After a month of private tutoring, you’ll have the ability to have basic conversations.

If your private tutor is getting expensive, you might consider doing advanced group classes at this point—it’ll save you money and give you access to other friends who are learning the language. Just be careful of speaking only in English. Try to make it a rule to speak in the new language as much as possible. Continue with your private tutor, if possible.

If at all possible, find a boyfriend or girlfriend who is a native speaker. Learning a language is much easier when you’re dating someone who speaks that language. I once met a man who spoke fluent Russian, and when I asked him how long it took to learn, he answered, ‘two wives.’ The best advice I can give you for finding a significant other is something my Italian friend once told me: “Couchsurfing isn’t a dating site … but it helps.”

Now is the time to start finding language partners. Check out the Resources section above and use The Mixxer and Couchsurfing to find people who speak the language you want to learn. Attempt to spend a few hours everyday practicing your language. At this point, because you have a basic grasp of the language, it shouldn’t be a chore—you are basically spending time socializing with new friends.

Try reading simple books in your target language and underlining words that you don’t know. You can add these to your memorization app.

You should start trying to think in the new language. Every time you try to express a thought to yourself, but can’t remember the word, write it down in your memorization software. Continue learning 30 words and phrases per day.

Days 61-90

By day 60, you should be in a good position to speak the language. You just simply need to keep practicing. Have deeper conversations with your language partners. Try to go out with them as much as possible—I’ve even found that a moderate amount of alcohol helps significantly with language practice.

Continue studying 30 words a day and practicing the ones you’ve already learned, and you’ll be approaching the 3000 word mark—enough to speak a language close to fluently.

By now, you can start watching TV and reading books in your target language. Rent some DVDs in the foreign language and try to follow along. If you need to, turn on the subtitles. Don’t worry if you have trouble, because understanding film is a lot more difficult than having a one-on-one conversation.

Keep on working on the language for several hours per day, and by the end of the month, you’ll find that you have a good grasp on the language. It’s pretty amazing what you can do in just 90 days with intense focus.

Conclusion

Congratulations! You’ve done it–you’ve learned a language in just 90 days. The best part is that you’ll find it much faster to learn your next language. You’ve done the hard part–learning how to learn a language.

You’ve unlocked a new skill. Language learning is about building a new habit—the habit of thinking and speaking in a new language. And once you perfect a single language, you’ve laid the foundation for doing even more.

Imagine, the next time you meet a waiter or tourist from Italy or Mexico or Greece, you could start talking, tell a joke, and—if you can remember the punchline in time—get to experience the elation of making someone laugh in their own language.

That, my friends, is zen.