Sapori del #Friuli

Le Dolomiti Friulane e la fascia pedemontana saranno le protagoniste delle 498° puntata di Agrisapori, la fortunata trasmissione condotta da Fabrizio Salce, in onda su 150 televisioni in Italia e nella Svizzera Italiana. In particolare, le telecamere saranno puntate sulle ricchezze enogastronomiche della zona pedemontana e sui suoi tesori d’arte, storia, cultura.

Ecco il link alla puntata: Friuli: sapori, storia, sorgenti, museo di arte cucinaria.

“il piacere del buon gusto”. Il programma condotto da Fabrizio Salce.
La fascia pedemontana delle Dolomiti friulane è il nostro scenario, tra grandi sapori, ottimi vini e curiosità culturali. Buona visione a tutti.
Il viaggio ha inizio a Maniago un comune italiano di 12.000 abitanti della provincia di Pordenone. È noto per le coltellerie, impiantate artigianalmente fin da età medievale.
Siamo con Giuseppe Damiani direttore del consorzio turistico Piancavallo Dolomiti Friulane, Montagna Leader, all’interno del museo della coltelleria. Si presenta il territorio che abbiamo raggiunto, la parte più occidentale della regione, con le sue splendide montagne e i luoghi di interesse naturale. Maniago è la capitale delle coltellerie e la storia di questa produzione è ottimamente rappresentata nel museo. Si va dagli attrezzi per l’agricoltura (la falci di Maniago erano un tempo le migliori in assoluto), per poi passare ai coltelli con le loro evoluzioni, fino alle repliche di armi storiche oggi usate per i film. Per esempio la spada di Braveheart. Un museo da vedere assolutamente. Si parla del consorzio turistico e di Montagna Leader Tutte le attività che si possono svolgere e la godibilità tutto l’anno. Dallo sci alle semplici passeggiate senza farsi mancare nulla. La buona ricezione turistica.
Da Maniago a Cavasso Nuovo per andare in uno storico ristorante ad incontrare Filippo Bier e la sua Pitina. La Pitina è un insaccato non insaccato. Un salume non salume. E’ storia di queste montagne a tutti gli effetti. Si parla comunque di carne di capra mista maiale. Consigliamo caldamente di vedere il servizio video per mettere a fuoco in toto di cosa stiamo parlando e, se potete, di assaggiarla.
Il ristorante che abbiamo raggiunto è in realtà la celebre trattoria, pluripremiata dal molte guide, “Ai Cacciatori” di Daniele Corti “Danel” da ben 37 anni. Daniele ci presenta una polentina tenera accompagnata da fette di pitica fresca saltate nel burro di malga. Il tutto ricoperto da della ricotta di pecora fusa nel burro. Piatto squisito e sfizioso.
Raggiungiamo il comune di Pinzano al Tagliamento dove ad attenderci in vigna troviamo il sig. Emilio Bulfon uno dei primi produttori di vino in Italia (se non il primo) che ha dato valore ai vitigni autoctoni. Negli anni 70 furono notate delle viti secolari di antichi vitigni che rischiavano di scomparire. Emilio ne prese le gemme, le portò nei famosi vivai Rauscedo, avendo in questo modo la possibilità di avviare nuovi impianti e salvare un patrimonio genetico importante. Da quel momento vini esclusivamente autoctoni. Alcuni vitigni: Sciaglìn, Forgiarìn, Piculit Neri, Ucelùt Negrat e tanti altri.
Uve alle quali tutti avevano preferito i francesi, un po per moda ma soprattutto per resa.
La cantina Bulfon è a conduzione famigliare e produce circa 80 mila bottiglie l’anno.
Con Lorenzo Bulfon, figlio di Emilio, parliamo delle difficoltà che si incontrano nella produzione di vini da vitigni autoctoni e di ricezione turistica. Infatti si può soggiornare il loco nel loro alloggio agrituristico. Menzione al territorio e al fiume Tagliamento uno dei pochi rimasti in Europa a carattere torrentizio.
Un altro trasferimento di viaggio per raggiungere Solimbergo, una frazione del comune di Sequals, e recarci in una tartufaia (nocciole/querce – tartufi neri) con il sig. Renato Marescutti e le sue cagnette addestrate Kira e Tea. Si cerca dunque il tartufo e si spiega la tartufaia.
Con Patrizia Marescutti (agriturismo Sasso d’Oro) parliamo di dolci, pani, primi piatti con il tartufo come il risotto e le tagliatelle. Ma anche una parentesi con il piatto tipico “musetto e brovada” – “muset e brovade”. Il musetto è una sorta di cotechino per la cui produzione si utlizza il musetto dell’animale, mentre la brovada è a base di rape acide saltate con olio, alloro e carne di maiale. Ottimo!
Siamo arrivati a Sequals il paese che diede i natali al campione di pugilato degli anni 30 Primo Carnera e parliamo ancora di vini con Fernanda Cappello. Lei ci racconta la sua esperienze di vita e produttiva, ci parla della cantina e ci presenta i suoi vini.
Sempre a Sequals ci tuffiamo al ristorante Belvedere per conoscere i piatti di Silva delle Case. Presentiamo: sfogliatine di mele cotte al forno con il tipico formaggio salato e un po di mostarda di mele. Cjarsons (raviolo a mezza luna) ripieni di mele e ricotta, spadellati con burro e cannella. Maialino con cotenna in padella con mele a pezzi e a parte mele grigliate, il tutto con cren grattugiato (radice di rafano).
In coda alla puntata l’informazione del sistema camerale italiano del momento.
La regia di Agrisapori è firmata da Toni Gavazza.
Grazie a tutti e arrivederci alla prossima puntata.

Ecco il link alla puntata: Sapori del Friuli – fascia pedemontana delle Dolomiti Friulane – YouTube.

Torniamo ad occuparci dei sapori della fascia pedemontana delle Dolomiti Friulane. Iniziamo dal comune di Meduno (Val Tramontina) all’interno di una antica struttura del 1867, oggi ristorante La Stella, con tanto di fogolar friulano mi trovo con Regis Cleva e alcuni dei piatti tipici proposti dal celebre locale. Gli gnocchi di zucca con ragù di piccione, la brovada (rape sotto vinaccia poi soffritte con lardo), il gallo ruspante in tecia con brovada, patate, cavoli dell’orto, polenta di grano macinato a pietra con salumi tipici della zona, dolce di mele. Ristorazione di famiglia. Ci spostiamo e raggiungiamo il comune di Polcenigo per incontrare Mario Cosmo esperto del territorio. Centro storico, castello, convento. Lascio momentaneamente Mario Cosmo per recarmi al museo di arte cucinario Alto Livenza dove trovo Giovanni Fabbro. Visitiamo il museo e raccontiamo la storia di tanti cuochi del territorio che hanno viaggiato per il mondo facendo conoscere la cucina tipica. Esperienza bellissima che consigliamo a tutti. San Francesco Caracciolo Santo Protettore dei cuochi. La stori del Capaccio di Giuseppe Cipriani. Si ritorna in compagnia di Mario Cosmo per parlare e presentare al pubblico la sorgente del Gorgazzo. La sorgente del Gorgazzo (affluente della Livenza) è un incantevole specchio d’acqua dall’intenso colore azzurro. Sito di incommensurabile valore naturalistico, la sorgente è alimentata dalle acque che, inabissatesi nelle fenditure dell’altopiano del Cansiglio o del Monte Cavallo, riappaiono in superficie. E ancora le sorgenti del fiume Livenza (Santissima – Molinetto) l’acqua che esce dalla montagna. Luoghi da vedere. Da est a ovest. Lasciamo il Friuli e ci rechiamo in Piemonte a Cuneo perché a Casa Delfino c’è una signora, Faderica Gelso Giuliani, che ci prepara una ricetta realizzata con carne bovina di razza piemontese: il filetto in crosta alla Wellington.

Un’altra bella puntata.

I due servizi sono visibili tramite i due link di questo articolo e anche su http://www.agrisapori.it e, grazie alle molte repliche, avrà circa 500 passaggi.

Made in #Forni di Sopra la miglior #birra artigianale d’Europa 2013

La miglior birra d’Europa?     La “Hot Night At The Village”

Il premio è appena stato vinto in Belgio al Crowne Plaz Hotel di Lìege nel contesto del Brussels Beer Challenge, dov’erano intervenuti oltre un migliaio di piccoli birrifici.

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Nonostante il nome inglese, una birra carnica Doc, prodotta dal birrificio artigianale Foglie d’erba di Gino Perissutti che aromatizza i suoi prodotti con aghi di pino silvestre, pino mugo, frutti di bosco e tante altre sfumature di bosco, tanto da essere il primo birrificio al mondo certificato Pefc, l’associazione internazionale che promuove la gestione sostenibile delle foreste al fine di garantire al consumatore l’assoluto rispetto dell’ambiente.

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Un’attenta e qualificata giuria internazionale ha giudicato la birra fornese degna di salire sul gradino più alto del podio con questa birra Stout/Porter con gradazione 5,5 venduta in bottiglia da litro a un prezzo fra 5 e 10 euro.

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Solo un altro birrificio italiano, il Birrificio del Ducato, ha conquistato un altro primo posto con una Dark Ale: tutte le altre medaglie sono andate in Belgio, Stati Uniti d’America, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito.

Foglie d’erba nella competizione si è portato a casa pure una medaglia d’argento e una di bronzo con altre due birre: l’argento per la Babel, il terzo posto alla birra A Freewheelin’ Ipa, due birre Pale& Amber Ale,English Ipa.

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Birra_di_ForniGino, nominato Birraio dell’anno nel 2011, coltiva la passione della birra sin da piccolo, quando lavorava nell’hotel Coton di proprietà della famiglia, riuscendo nel 2008 a creare la sua birreria dopo un lungo girovagare per i templi della birra in Slovacchia, Germania, Belgio, Inghilterra. Necessita di nuovi spazi producendo 1.500 ettolitri.

articolo: gino grillo

Friuli: le birre sanno di bosco

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Pino silvestre, abete bianco, resina di pino mugo, da boschi virtuosi. Prodotte dal birrificio Foglie d’Erba di Forni di Sopra ecco le birre al gusto di essenze forestali

Nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane in provincia di Udine è possibile sperimentare un viaggio nei sapori del tutto originale, specie se si è amanti della birra. Merito del Birrificio Artigianale Foglie d’Erba, il cui nome è già un programma. 

Forni_estate_panoramica

L’INGREDIENTE Dev’essere stato il profumo dei boschi delle Dolomiti del Friuli ed il loro fascino incontaminato ad ispirare la nascita del Birrificio Artigianale Foglie d’Erba. Proprio nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, a Forni di Sopra, in provincia di Udine, il produttore Gino Perissutti ha dato vita una birra davvero speciale che trae dagli aromi della montagna tutto il suo gusto e la sua unicità. In questo microbirrificio, infatti, aghi di pino silvestre e abete bianco e resine di pino e di mugo si trasformano in ingredienti di eccellenza, per dare vita ad una bevanda che sprigiona aromi di montagna ad ogni sorso. Grazie a queste preziose essenze, questa piccola azienda artigianale produce diverse tipologie di birra che hanno il denominatore comune di identificare questo splendido territorio attraverso i profumi della sua rigogliosa vegetazione. Foglie d’Erba produce ben tre tipi di birre aromatizzate ad alta fermentazione, ognuna con le le sue caratteristiche peculiari. La Haraban è un’ottima birra chiara di montagna stile Pale Ale, di gradazione alcolica 4,8%, la Ulysses è, invece, un’ambrata stile Herb Ale, di gradazione alcolica 5,5%, mentre la Hopfelia è una birra scura stile Herb Old Ale, di gradazione alcolica 7,5%. Sono tutte aromatizzate con gemme di pino mugo ed aghi di pino silvestre e subiscono due diversi stadi di fermentazione con il metodo Champenoise e Kraeusening.

LA RICETTA Per ottenere una birra dai tipici profumi di montagna, il mosto deve essere sottoposto ad un rigoroso processo di aromatizzazione con le essenze forestali. Innanzitutto gli aghi di pino silvestre vengono separati dal loro rametto ed aggiunti al termine della bollitura del mosto. Per quanto riguarda le gemme di pino mugo, invece, il procedimento è più complesso e consiste nell’estrazione della resina mediante un apposito contenitore ermetico. Le gemme vengono, infatti, esposte al sole o ad altra fonte di calore all’interno di questo recipiente, ricoperte di zucchero il quale, sciogliendosi, estrae la resina portandola sul fondo del contenitore. Si procede, quindi, alla separazione e al filtraggio della resina e all’inoculazione nel mosto in bollitura.

IL SEGRETO Ciò che rende unico l’aroma di queste birre è l’utilizzo di essenze forestali certificate. Ognuna di esse proviene, infatti, da boschi certificati Pefc (Program for Endorsement of Forest Certification schemes, ossia il Programma di Valutazione degli schemi di Certificazione Forestale), l’organizzazione mondiale che promuove la gestione forestale. L’utilizzo della materia prima boschiva locale ha permesso al Birrificio Artigianale Foglie d’Erba di ottenere, a sua volta, il riconoscimento da parte del Pefc e di produrre, quindi, delle vere e proprie birre certificate.

IL TERRITORIO Nel cuore delle Dolomiti Friulane, patrimonio UNESCO, Forni di Sopra è una località che racchiude in sé tutto il fascino della natura e della cultura alpina. Vanta origini molto antiche ma dai primi anni del XX secolo si è trasformata in una frequentata stazione turistica grazie alla bellezza dei suoi paesaggi, agli impianti sciistici ed alla posizione strategica all’interno del Parco Naturale che la rende un ponte ideale tra Carnia e Cadore attraverso il passo della Mauria. Nonostante il notevole afflusso di visitatori, la presenza dei 1.200 abitanti che la popolano durante tutto l’anno ha permesso al paese di mantenere vive le tradizioni più autentiche della cultura locale oltre ad uno spiccato senso della comunità che contribuisce a creare un’atmosfera familiare ed accogliente anche per i turisti. Il centro storico, molto pittoresco, è caratterizzato dalle antiche abitazioni in pietra e legno con scale esterne e ballatoi e da graziose chiese di montagna ricche di opere di grande valore artistico.

Dolomiti viste dal Paradis Forni di Sopra

Grazie ad una seggiovia è possibile salire sino a Cima Crusicalas, ad oltre 2.000 metri di altitudine, dalla quale si gode di una magnifica vista sulle Dolomiti che spazia dai Monfalconi, all’Antelao, sino alle Tre Cime del Lavaredo. Durante l’inverno una delle attrazioni principali di Forni di Sopra sono certamente gli impianti sciistici all’avanguardia, dotati di un anello da fondo di 18 chilometri oltre alle splendide discese tra i boschi. Basti pensare che gli impianti del Varmost sono i più alti della regione e vantano una pista di 5 chilometri considerata tra le più belle del Friuli. D’estate sono numerosi i sentieri da intraprendere tra le bellezze montane, dal sentiero delle malghe, a quello didattico del bambino sino a quello naturalistico Tiziana Weiss e al suggestivo anello di Forni che ricomprende al suo interno la località, fornendo, tra l’altro, numerose vie di accesso al centro abitato.

Da non perdere, infine, una visita al magnifico larice secolare nella Valle Valmias. Un albero magnifico di circa 500 anni di età con una circonferenza alla base di 6,5 metri. Per raggiungerlo, bisogna seguire un sentiero di circa 2 chilometri che parte da Forni di Sopra in Località Massaroul.

Tra una passeggiata e l’altra, l’appuntamento in uno dei numerosi ristoranti locali è d’obbligo. La cucina di Forni di Sopra è infatti ricca e gustosa e propone numerosi piatti a base di erbe di montagna e prodotti naturali.

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